
Mediazione e Gestione dei Conflitti. Cosa ci insegna il Master 2023-24
In un’epoca caratterizzata da crescente mobilità e incontro tra culture diverse, la formazione di professionisti capaci di navigare le complessità delle relazioni interculturali diventa cruciale.
Il Master in Mediazione Interculturale, Comunicazione e Gestione dei Conflitti dell’Università di Verona – diretto da Agostino Portera, professore ordinario di Pedagogia Interculturale – si distingue come fucina di competenze interculturali in questo ambito, come dimostrano le tesi elaborate da allieve e allievi nel corso concluso da poco. l’edizione 2023-2024, con la consegna dei diplomi il 12 aprile 2o25.
Un percorso di crescita che genera conoscenza
Le tesi prodotte nel Master non rappresentano un mero adempimento accademico, ma costituiscono la cristallizzazione di un intenso percorso di apprendimento e trasformazione personale.
Questi lavori testimoniano come studentesse e studenti, attraverso l’integrazione di teoria e prassi, riescano a sviluppare una propria voce e un proprio sguardo sulle dinamiche interculturali contemporanee.
“Le tesi sono il punto d’incontro tra l’apprendimento teorico e la realtà vissuta,” spiega il direttore del Master, Agostino . “È qui che vediamo come gli studenti abbiano non solo acquisito conoscenze, ma le abbiano rielaborate in modo originale, spesso sulla base di esperienze dirette nei contesti interculturali.”
Pedagogia interculturale: trasformare la diversità in risorsa
Un tema centrale che emerge dalla lettura delle tesi è la Pedagogia interculturale come approccio necessario per affrontare le sfide della società multiculturale.
Superando la visione della diversità come problema da risolvere, le ricerche mostrano come l’educazione interculturale possa trasformare la diversità – sia essa culturale, di età, di condizione socio-economica e di orientamento sessuale – in opportunità di arricchimento reciproco.
Le tesi esplorano il concetto di “approccio interculturale”: una disposizione cognitiva ed emotiva che permette di gestire le differenze culturali. E di farlo attraverso il dialogo e il decentramento dal proprio punto di vista etnocentrico.
In questa prospettiva, l’identità non è vista come un qualche cosa di static. L’identità è concepita come dinamica e relazionale, in continua evoluzione attraverso l’incontro con l’altro.
Competenze interculturali: strumenti per la società pluralistica
Particolare attenzione viene dedicata alla riflessione sulle competenze interculturali, fondamentali per stimolare l’autonomia degli individui in contesti multiculturali.
Le tesi del Master in Mediazione Interculturale, Comunicazione e Gestione dei Conflitti tracciano l’evoluzione di queste competenze; ed esaminano i modelli teorici che le descrivono.
Empatia, ascolto attivo, decentramento, rispetto, flessibilità e comunicazione efficace emergono come abilità cardine per la gestione delle relazioni interculturali.
I lavori di ricerca non si limitano a elencarle, ma indagano come queste abilità possano essere insegnate e mantenute, sia nei contesti scolastici che in quelli extrascolastici.
Si pensi alle imprese che hanno personale di origine straniera, di differenti fasce di età, con diverse formazioni professionali. Oppure che hanno relazioni internazionali con aziende di altri Paesi del mondo.
Si pensi anche alle istituzioni – la scuola, ma anche la rete di servizi sociali ed educativi – che si misurano con la diversità. Per non parlare di chi affronta la sfida fondamentale dell’insegnare l’Italiano come lingua seconda.
“Le competenze interculturali non sono innate ma si sviluppano attraverso percorsi formativi strutturati e esperienze guidate”, possiamo leggere nelle tesi del Master organizzato dal Centro Studi Interculturali dell’Università di Verona. “La sfida è trasformarle da nozioni teoriche a prassi quotidiana”.
La mediazione come arte della gestione dei conflitti
Un altro filone di ricerca delle tesi di Master esplora la mediazione interculturale come processo strutturato per la gestione e/o la risoluzione dei conflitti.
Le tesi analizzano come la comunicazione possa essere al contempo causa di incomprensioni, ma anche strumento per superare quelle incomprensioni e per gestire la conflittualità tra persone e tra gruppi.
I lavori di tesi approfondiscono le diverse definizioni e applicazioni della mediazione – familiare, sociale, interculturale, penale – mostrando come, in ogni ambito, l’ascolto attivo e il riconoscimento reciproco siano elementi imprescindibili.
Strumenti come il cooperative learning – e le attività interculturali nel volontariato – vengono esaminati come pratiche concrete per un’educazione alla cittadinanza attiva in contesti multiculturali.
“La mediazione non è solo una tecnica, ma un’arte che richiede sensibilità e competenza“, si legge in una delle tesi. “È un processo che trasforma il conflitto da minaccia a opportunità di crescita collettiva”.
Dalla teoria alla pratica: applicazioni in contesti specifici
Ciò che rende interessanti queste tesi di Master è la loro capacità di calare i principi teorici in contesti concreti.
I lavori analizzano l’applicazione dell’approccio interculturale in ambiti tra loro diversi ma accomunati dalla stessa attenzione per la diversità:
- Centri antiviolenza, dove la dimensione culturale può influenzare la manifestazione e la percezione della violenza
- Accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, che richiede sensibilità sia alle vulnerabilità dell’età che alle specificità culturali
- Giornalismo e comunicazione interculturale nei media, fondamentali per costruire narrazioni inclusive e non stereotipate
- Lavoro sociale, dove le competenze interculturali permettono di rispondere ai bisogni di un’utenza sempre più diversificata
- Insegnamento delle lingue straniere, a cominciare dall’Italiano come L2. L’insegnamento è visto non solo come trasmissione di codici linguistici ma come ponte tra mondi culturali
- Teatro sociale, che utilizza il linguaggio artistico per facilitare l’espressione e l’incontro interculturale
I lavori di tesi del Master dimostrano come i principi della pedagogia, della comunicazione e della mediazione interculturale possano tradursi in pratiche efficaci per promuovere inclusione e coesione sociale.
Un contributo al sapere e alla società
Le tesi del Master non si limitano a riflettere il percorso formativo degli studenti, ma offrono un contributo significativo alla conoscenza nell’ambito della mediazione interculturale, della comunicazione interculturale e della gestione dei conflitti.
Attraverso ricerche teoriche rigorose e indagini sul campo, questi lavori ampliano la comprensione delle dinamiche interculturali e forniscono strumenti concreti per affrontarle.
“Ogni tesi rappresenta un tassello di un mosaico più ampio,” osserva il direttore del Master, Agostino Portera. “Insieme, questi lavori ci aiutano a comprendere e navigare la complessità della società contemporanea, dove l’incontro tra culture diverse è ormai la norma piuttosto che l’eccezione.”
Il Master in Intercultural Competence and Management – Mediazione Interculturale, Comunicazione e Gestione dei Conflitti dell’Università di Verona si conferma così non solo come percorso formativo d’eccellenza, ma come vero e proprio laboratorio di pensiero e azione interculturale, capace di preparare professionisti, formatori e operatori del sociale (e della sanità) che saranno protagonisti nella costruzione di una società più inclusiva, equa e coesa.
Articolo a cura di Maurizio F. Corte
* L’articolo è stato scritto sulla base dei lavori di tesi nel Master in Intercultural Competence and Management – Mediazione interculturale, Comunicazione e Gestione dei Conflitti (edizione 2o23-2024)
(Foto di copertina: Vasyl-Dolmatov, su Dreamstime)