Sport, diritti e inclusione. La lezione della Palestra Popolare
Lo sport non è solo competizione e performance: può essere strumento di inclusione sociale, educazione e affermazione di diritti.
È questo il messaggio al centro dell’incontro che si terrà martedì 9 dicembre dalle 9.30 alle 11.30 nell’aula Bragagnolo del Dipartimento di Scienze Motorie dell’Università di Verona.
Roberto Erlati, rappresentante della Palestra Popolare Jacovacci dell’associazione Gigi Piccoli, porta la sua testimonianza durante la lezione di Pedagogia generale condotta dalla docente Cristina Balloi.
Il titolo dell’intervento, “I tanti volti dello sport: l’esperienza educativa della palestra popolare come opportunità di inclusione e diritto allo sport per tutte e tutti”, sintetizza una visione dello sport che va oltre le logiche commerciali e prestazionali.
La testimonianza di Roberto Erlati si colloca all’interno della lezione di Pedagogia Interculturale della professoressa Cristina Balloi.
Le palestre popolari rappresentano un modello alternativo di pratica sportiva, nato per garantire l’accesso all’attività fisica come diritto fondamentale, indipendentemente dalle condizioni economiche, sociali o fisiche delle persone.
In un contesto in cui lo sport rischia sempre più di diventare un bene di lusso accessibile solo a chi può permetterselo, queste realtà offrono spazi di aggregazione dove l’aspetto educativo e sociale prevale su quello commerciale.
L’incontro si colloca nell’ambito della formazione pedagogica degli studenti di Scienze Motorie, futuri professionisti chiamati non solo a insegnare tecniche e discipline sportive. Ma anche a comprendere il potenziale trasformativo dello sport nella costruzione di comunità più inclusive e solidali.
Un’occasione per riflettere su come lo sport possa diventare strumento concreto di cambiamento sociale, partendo dall’esperienza di chi ogni giorno lavora per renderlo davvero accessibile a tutte e tutti.


