Educazione - Villa Vigoni - Insegnamento

Educazione, studiosi a confronto sul ruolo degli insegnanti oggi

Trasformare insegnanti ed educatori in agenti di cambiamento sociale nel contesto educativo contemporaneo.

È questo l’obiettivo al centro del colloquio internazionale “Empowering Teachers and Educators as Agents of Change”, che si è svolto dal 9 al 13 dicembre 2025 a Villa Vigoni, il Centro italo-tedesco per il dialogo europeo affacciato sul Lago di Como.

L’iniziativa, promossa e coordinata dalla professoressa Luisa Conti della Friedrich-Schiller-Universität Jena e dal dottor Paolo Bonafede dell’Università di Trento, ha riunito docenti e ricercatori di atenei italiani e tedeschi.

Tra i partecipanti, provenienti da diversi Paesi europei, Agostino Portera, professore ordinario di Pedagogia e direttore del Centro Studi Interculturali (CSI) dell’Università di Verona, ed Elisa M. F. Salvadori, dottoressa di ricerca del CSI.

Sono stati cinque giorni di confronto su educazione trasformativa, sfide globali e strategie pedagogiche innovative.

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Portera: “L’importanza dell’educazione interculturale”

“Durante la settimana di lavoro abbiamo sottolineato l’importanza dell’educazione nella scuola e in tutte le occasioni di formazione”, sottolinea il professor Agostino Portera, che dirige il Master in Mediazione Interculturale, Comunicazione e Gestione dei Conflitti. “Non possiamo disgiungere l’insegnamento dall’educazione, dato il ruolo educativo ricoperto da insegnanti e dirigenti”.

“L’educazione ha la funzione di stimolare cambiamenti positivi sul piano dei valori, dei comportamenti e dei vissuti delle persone. È necessaria un’educazione complessiva, non solo ristretta all’ambito cognitivo e del’intelligenza logico -matenatica: occorre favorire anche un’intelligenza sociale, musicale, emotiva e corporea”, sottolinea il professor Portera.

“L’attenzione va indirizzata a tutta la persona dello studente e della studentessa. Il merito è importante, ma l’attenzione principale va data alla persona e al suo sviluppo integrale (autostima e relazioni sociali, ad esempio)”, fa notare il professor Portera. “Quanto al merito, non va inteso come sopraffazione del forte sul debole”.

Il puntare sulla crescita personale, ricorda poi il direttore del Centro Studi Interculturali dell’Università di Verona, rappresenta anche un modo per gratificare gli insegnanti che traggono soddisfazione dallo sviluppo positivo della persona.

“Vi è poi il capitolo dell’educazione interculturale per la promozione delle persone”, fa notare il professor Portera. “Vanno prese in considerazione tutte le diversità (comprese quelle di genere, legate all’età, alle condizioni sociali). Educazione e istruzione sono poi chiamate a promuovere le diversità, tramutandole da rischio in risorse, per un arricchimento integrale di tutte le persone coinvolte”.

“Non possiamo continuare a fomentare aggressività, conflitti e polarizzazioni”, sottolinea il professor Portera. “È importante educare alla differenza e alla diversità, sia per il bene della singola persona, che per il bene e il vantaggio della collettività”.

Formazione degli insegnanti

Il programma scientifico del colloquio di Villa Vigoni – articolato in sessioni plenarie, Experts Cafés e laboratori collaborativi – ha favorito un approccio interdisciplinare e interculturale alla formazione degli insegnanti, tema cruciale per affrontare le complessità del mondo contemporaneo.

L’evento si inserisce nei programmi di cooperazione scientifica italo-tedesca sostenuti dalla Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG) e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI).

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Educazione trasformativa

L’evento si inserisce nei programmi di cooperazione scientifica italo-tedesca sostenuti dalla Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG), prestigioso ente tedesco per la ricerca, dal Ministero dell’istruzione tedesco, nonché dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) italiano.

Il programma scientifico ha previsto sessioni plenarie, Experts Cafés e momenti di lavoro collaborativo dedicati all’educazione trasformativa, alle sfide globali e alle strategie pedagogiche per la formazione degli insegnanti, favorendo un confronto interdisciplinare e internazionale tra ricercatrici, ricercatori e professionisti dell’educazione.

Allo scambio hanno partecipato docenti e ricercatori provenienti da diverse università italiane e tedesche, contribuendo alle discussioni e allo scambio di prospettive tra i due contesti nazionali. 

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di dialogo e networking accademico, rafforzando la collaborazione italo-tedesca nel campo delle scienze dell’educazione; ha fornito indicazioni a insegnanti e dirigenti; e ha posto le basi per future attività di ricerca e progettazione congiunta.

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