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Sorveglianza. Siamo tutti controllati: come imparare a difendersi

Un tempo c’erano la radio, i giornali, la televisione. Li seguivamo finché lo si riteneva utile e finché ne avevamo piacere. Poi bastava girare la manopola, piuttosto che riporre le pagine di giornale, e il capitolo informazione era chiuso. Fino al prossimo giro.

Oggi la sostanza della comunicazione è cambiata. I media, le piattaforme, i sistemi di comunicazione che usiamo ogni giorno non si limitano più a informarci o a intrattenerci. Sono costruiti per osservarci. E, insieme, ci hanno reso osservatori gli uni degli altri.

Questa doppia condizione — sorvegliati da un lato, sorveglianti dall’altro — non è un dettaglio tecnico. È una trasformazione silenziosa della democrazia, delle scelte politiche che facciamo, del modo in cui trattiamo chi è già ai margini.

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