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Media. True crime e pregiudizio verso gli interessi del pubblico

È qualcosa di “profondamente osceno” interessarsi al true crime, a cominciare dal caso di Garlasco? Il true crime – da Garlasco alla strage di Erba, da Yara Gambirasio al caso di Milena Sutter – distrae davvero dal grande crimine organizzato? Distrae dalle mafie e dalle stragi in mare di migranti?

La risposta positiva la dà lo scrittore Roberto Saviano, in un articolo su Repubblica del 9 maggio 2026. È un articolo a tutta pagina.

Di parere opposto, invece, Maurizio F. Corte, giornalista professionista e studioso che si interessa da oltre 15 anni di come i media rappresentano il crimine e la giustizia,

Il rischio della posizione di Saviano, argomenta Corte in un articolo sul magazine dell’associazione ProsMedia ETS, è che si cada in una forma di elitismo: squalificare l’interesse del pubblico per certi argomenti; e considerare legittimo solo ciò che è di alto profilo.

Non solo. Considerare osceno l’interesse verso il true crime lascia intendere che di crimine e giustizia dovrebbero interessarsi solo gli addetti ai lavori.

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