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L’ingegneria del consenso. Media e comunicazione per orientare i cittadini

L’ingegneria del consenso è l’applicazione di principi scientifici – psicologia, sociologia, sondaggi – per persuadere il pubblico a sostenere un’idea, un programma o un prodotto.

I professionisti della comunicazione monitorano il pubblico per capire da dove prende le proprie idee. E analizzano in che misura “autorità, evidenza fattuale, ragione, tradizione ed emozione” influenzano l’opinione pubblica. Poi intervengono in questi processi.

Le persone comuni, sostengono alcuni sociologi, sono in gran parte incapaci di formarsi opinioni autonome. È compito delle élite guidarle, conquistando il loro consenso senza ricorrere alla coercizione.

Come osservano Nicholas Carah, Sun Kyong Ahn e Amy Dobson nel libro Media & Society (pubblicato nel 2024), “l’ingegneria del consenso rende inutili le forme di potere coercitivo”.

Se le persone credono di scegliere in modo libero, non servono né prigioni né polizia. Basta utilizzare i media nel modo più raffinato.

La tensione, però, è evidente: come si concilia il principio democratico – il Potere appartiene al popolo – con l’idea che una classe di esperti debba modellare la volontà di quel popolo?

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