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Libro: l’adozione di bambini, un percorso interculturale fra le lettere dal cuore

Libro Cara Adozione - ItaliaAdozioni - adozioni di bambini

L’adozione di un bambino o di una bambina è un’esperienza esistenziale complessa. Fatta di emozioni, di sogni, di delusioni, di vittorie e anche di sconfitte. Tutto questo, e molto altro, è raccontato nel libro «Cara Adozione», pubblicato dall’associazione ItaliaAdozioni, che ha sede a Milano.

Il libro è una una raccolta di lettere di madri, padri, figli e figlie adottivi che esprimono i sentimenti, i dubbi, le vittorie e le sconfitte del viaggio adottivo. «Come tutte le esperienze umane profonde, per capire l’adozione bisogna viverla», sottolinea Roberta Cellore, che ha curato il libro, presentato già in una dozzina di città. «Queste lettere sono il modo per trasmettere esperienze a coppie che stanno muovendo i primi passi in questa direzione; a chi famiglia lo è già e cerca delle risposte; ai figli adottivi che si interrogano sulla loro vita passata e futura, perché non si sentano soli nella ricerca».

«Definirei l’adozione come un incontro di anime doloranti e anelanti calore e vicinanza. Non è un atto di generosità fine a se stesso, né un gesto di egoismo come pensano alcuni; è piuttosto un incontro», spiega Giovanni Palombi, presidente dell’Associazione Famiglie adottive Pro-Icyc di Roma.

Quest’incontro fra anime diverse ha bisogno di una coppia solida, che si prenda i suoi tempi, osserva Ivana Lazzarini, presidente di ItaliaAdozioni, associazione impegnata nel diffondere la cultura dell’adozione a scuola e nella società: «Insieme all’amore, tempo e pazienza sono gli ingredienti indispensabili nel periodo post-adozione: saper aspettare e dedicarsi tempo».

Una mamma, in una lettera indirizzata al figlio adottivo, scrive: «Purtroppo non tutte le storie partono dal semino di papà che cresce nella pancia della mamma. Alcune storie nascono da un lungo viaggio, da un Paese lontano, un istituto che ospita bimbi in attesa di incontrare nuovi genitori. Io ti ho cercato con tutta me stessa, per me sei l’amore della mia vita e non importa se il semino viene da tanto lontano».

“Cara Adozione” è un libro in cui possono specchiarsi anche famiglie che adottive non sono, perché alcune problematiche – come l’adolescenza – sono comuni a tutti.

Nella lettera di Andrea, un papà, l’adolescenza viene definita una «miscela esplosiva», che in un figlio e una figlia adottiva può deflagrare nel modo più forte: «Quante volte ci hai preso a calci e pugni, urlato contro parole irripetibili, sfidato, provocato. Quante volte ho pensato di accontentarti, in quello che dicevi essere ‘il desiderio di tornare in istituto’. (…) Poi ho capito che il tuo non era il desiderio di allontanarti da noi, ma una difesa, perché al contrario ti stavi attaccando a noi e questo non lo potevi accettare (…) per non tradire l’amore per tua madre biologica per una nuova mamma».

Il libro divide gli scritti per argomenti, commentati ciascuno da esperti in modo da capire e apprezzare le lettere e trovare una chiave interpretativa del percorso adottivo. Ecco allora i capitoli sulla scelta dell’adozione, sull’attesa, sull’abbinamento; e poi quelli sull’incontro, sulla famiglia appena nata, sull’adolescenza, sulla ricerca delle origini e sulla «gente intorno a noi». Della gente intorno a noi fanno parte anche giornali, internet e televisione.

Come sottolinea Elena Bonetto nella tesi di laurea «Media e figli adottivi», i giornalisti hanno un ruolo importante per «far capire ai lettori quale sia l’autenticità del percorso adottivo, cosa nasconda, cosa comporti». Per farlo nel modo migliore occorre essere informati sull’adozione e fare un uso attento dei termini con cui se ne parla.

«E’ vero, non l’ho mai tenuta nella pancia, ma questo non fa di me una mamma finta», scrive Elena, madre adottiva di Maria, in una lettera al bambino Ale, che l’ha definita appunto una mamma non vera. «Non ho il suo stesso sangue, ma questo non fa di me una mamma finta. Io sono una mamma, una mamma e basta».

Questi e altri sentimenti – oltre alle riflessioni di psicologhe e pedagogiste – fanno del libro “Cara Adozione” un testo che può stare nella nostra biblioteca del cuore. Ma anche nella bibliografia di un insegnamento universitario, come ho fatto io per il mio corso di “Giornalismo interculturale e multimedialità” all’Università degli Studi di Verona, corso di laurea in Editoria e Giornalismo.

L’adozione di bambini è infatti una sfida interculturale che richiedere di mettere in campo tutte le competenze – innate o acquisite – di mediazione interculturale, di gestione dei conflitti e di comunicazione interculturale nel senso più intenso del termine.

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