Tra ricerca e pratica artistica: le visite del team di UniVerona ai partner di Intracomp
Il team UNIVR coinvolto nel progetto Horizon Europe INTRACOMP ha recentemente svolto una serie di visite presso alcune delle organizzazioni culturali partner del progetto.
Sara Salmi e Martina Guerinoni, insieme a Teresa O’Bradaigh Bean di In Place Of War (IPOW), hanno avuto l’occasione di entrare direttamente nei processi creativi e organizzativi dei partner, raccogliendo elementi utili per le attività di documentazione e analisi degli interventi co-creati, che saranno portati a compimento entro settembre 2026.
Ogni incontro ha offerto uno sguardo ravvicinato su approcci differenti ma complementari, tutti orientati allo sviluppo di competenze interculturali e transculturali attraverso le arti performative.
A Novi Sad (Serbia), Kultura Nova lavora con un gruppo di bambini e bambine a partire dalla figura mitica degli gnomi, intrecciando immaginazione e contesto locale in un percorso che mette in relazione narrazione simbolica, biodiversità e cambiamento ambientale, aprendo spazi di riflessione su appartenenza e percezione culturale.
A Bratislava (Slovacchia), Divadlo Bez Domova sta sviluppando un intervento sul tema dell’estinzione animale, locale e globale, che collega la scomparsa delle specie alla riflessione sul futuro dell’umanità, con particolare attenzione alla condizione delle persone senza dimora.
La ricerca artistica integra creazione di maschere, performance, installazioni all’aperto, dimensioni digitali e paesaggi sonori con le “voci” degli animali estinti.
A Budapest (Ungheria), Pro Progressione ha puntato sull’attivazione di nuove collaborazioni artistiche, selezionando e coinvolgendo artisti impegnati nello sviluppo di interventi partecipativi.
Il processo ha messo in luce il valore dello scambio all’interno di comunità di pratica, in cui sperimentazione e riflessione procedono insieme.
A Palermo (Italia), Sutta Scupa sviluppa una pratica artistica a forte vocazione inclusiva, coinvolgendo persone in situazioni di vulnerabilità insieme a professionisti in un percorso creativo condiviso.
A partire da una rilettura multilingue e collettiva di Romeo e Giulietta, il lavoro valorizza la pluralità di lingue, esperienze e background culturali, promuovendo dialogo e autorialità condivisa.
Nel loro insieme, queste visite hanno confermato come le arti possano generare spazi di apprendimento aperti e inclusivi, rappresentando un passaggio chiave per consolidare una visione condivisa del progetto e rafforzare il legame tra ricerca e pratica artistica.
Nei prossimi mesi gli interventi continueranno a prendere forma – restate con noi, ci saranno aggiornamenti.


