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Impresa interculturale tra India e Italia. Seminario in Università

L’intercultura non è solo un concetto pedagogico, ma un modello operativo capace di dare vita a realtà economiche sostenibili e umane. Se ne è discusso lunedì 27 aprile 2026 all’Università degli Studi di Verona, durante il seminario dal titolo “Un filo che unisce. Storia di un’impresa interculturale”.

L’evento ha acceso i riflettori su XIWIKJ, un’azienda di tessuti e confezioni che rappresenta un riuscito esperimento di delocalizzazione etica in India, dove l’artigianato orientale si intreccia con il design e il saper fare italiano. 

Al centro del dibattito, la testimonianza di chi ha costruito questo “ponte” tessile. Sono intervenuti Alessandra Fioraso, consulente nella creazione dell’azienda, e Federica Cristofori, stilista e art director, che hanno illustrato come la creatività possa diventare un linguaggio universale capace di superare le frontiere.

Significativa, in un’ottica interculturale, è stata la voce di Singh Kashmir, responsabile della produzione. La sua figura incarna la sintesi perfetta del progetto: l’unione tra la sapienza tecnica indiana e la cultura manifatturiera italiana, trasformando la produzione industriale in un atto di dialogo costante tra i due Paesi.

L’incontro è stato introdotto da Agostino Portera, Direttore del Centro Studi Interculturali dell’Ateneo veronese.

In linea con i principi della comunicazione interculturale, l’obiettivo non è stato solo raccontare un successo commerciale, ma analizzare come il “modello interculturale” possa prevenire conflitti e stereotipi nei contesti lavorativi globalizzati, promuovendo una convivenza basata sulla pari dignità e sul mutuo arricchimento.

Il seminario è stato promosso dal Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona, in collaborazione con il Centro Studi Interculturali e l’associazione Poiesis.

il brand si chiama XIWIKJ ed è stato ideato da Alessandra Fioraso (ora consulente nel reparto creazione dell’azienda tessile), che ha una storia familiare di alta competenza nel tessile italiano.

L’impresa, sorta dalla crisi dell’artigianato del tessile in Italia e dall’incontro con la cultura indiana, ha sede a Verona e la produzione è delocalizzata in INDIA, JAIPUR.

La produzione coinvolge 50 dipendenti coordinati dalla famiglia Kashmir. Federica Cristofori è figlia di Alessandra Fioraso e moglie di Singh Kashmir, conosciuto durante un corso di formazione artistica a Parigi.

Federica è la stilista ed art director dell’impresa etica di tessuti. Ha adattato la sua formazione artistica occidentale ai mezzi di produzione indiani e viaggia in India.

I lavoratori dell’impresa sono di cinque religioni, e l’ambiente di lavoro crea le condizioni per una proficua convivenza tra persone con diverso bagaglio culturale.

Singh Kashmir ha creato opportunità di impresa anche per il fratello che, dopo una lunga battaglia legale, ha potuto far rientro in India da un campo americano di raccolta migranti.

L’intreccio interculturale della famiglia SINGH-Cristofori-Fioraso, per aver intrapreso coraggiosamente uno scambio interculturale di affetti e competenze, ha unito un clima di dialogo, benessere sul piano economico e sviluppo sostenibile.

“Un filo che unisce. Storia di un’impresa interculturale”.

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