Giornalismo interculturale. Oltre gli algoritmi e le piattaforme
Viviamo immersi in un flusso ininterrotto di dati, notizie e stimoli digitali. Eppure, fatichiamo a trovare la rotta.
Ogni giorno, infrastrutture invisibili e sistemi di Intelligenza Artificiale decidono quali infoemazioni meritano la nostra attenzione, plasmando la nostra visione della società.
L’algoritmo, per sua natura, non possiede un’etica: il suo scopo è trattenere il nostro sguardo il più a lungo possibile sullo schermo.
Al Centro Studi Interculturali dell’Università di Verona portiamo avanti, da anni, una visione alternativa.
Il Giornalismo Interculturale non è uno spazio recintato in cui confinare il racconto dell’immigrazione.
È una vera e propria bussola per attraversare la complessità. È il metodo per smontare le narrazioni dominanti e non farsi manipolare dalle verità ufficiali.
Oggi l’Intelligenza Artificiale rischia di amplificare i pregiudizi e cristallizzare gli stereotipi.
Di fronte a questa sfida, il nostro compito di studiosi, media educator e professionisti dell’informazione è rivendicare il fattore umano.
L’etica deve guidare la tecnica, mai l’opposto. La dignità della persona viene prima di qualsiasi logica di mercato o di visualizzazione.
Fare giornalismo e comunicazione multimediale – in un’ottica interculturale e con attenzione all’Unione Europea – significa restituire alle persone il potere di scegliere.
Significa promuovere una comunicazione autentica, che abbandona le lusinghe del sensazionalismo per guardare in faccia la pluralità del nostro mondo.
Non offriamo rassicurazioni a buon mercato. Offriamo strumenti di orientamento, formazione professionale e alta formazione critica.
Perché capire chi governa l’infrastruttura delle nostre notizie, sapere come ricercare e scrivere notizie e come fare comunicazione in modo interculturale è il primo passo per difendere il nostro tempo, la nostra autonomia e la nostra libertà.

