Odissea film Nolan

Film “Odissea”. La guerra, l’alterità e la solitudine

L’eroe non è chi vince. L’eroe è chi sopravvive alla perdita di sé per ritrovare la propria strada.

Con la sua consueta precisione visiva e l’ossessione per la struttura del tempo, Christopher Nolan prende il poema fondativo della civiltà occidentale e lo spoglia di ogni retorica.

La sua Odissea non riproduce la mitologia classica con gli occhi del passato. Trasforma il racconto di Omero in una parabola sulla fragile natura dell’essere umano.

Il regista britannico mette al centro della pellicola un nodo concettuale preciso: il viaggio come prova esistenziale. Odisseo (Ulisse) non vaga per il mare per puro caso o per punizione divina. Il suo viaggio è la ricerca continua di un senso di appartenenza in un cosmo ostile.

Il film affronta il confronto con l’ignoto, il peso della memoria, la paura dell’estraneo e il desiderio di ritrovare le proprie radici.

Non siamo di fronte a un semplice kolossal storico. Nolan firma un’opera sulla comunicazione, sul linguaggio e sulle barriere che separano le persone.

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