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Comunicazione interculturale nell’era della comunicazione digitale

comunicazione interculturale e comunicazione digitale

Il panorama della comunicazione digitale, della multimedialità e del webmarketing ha raggiunto livelli di complessità tali da richiedere un adeguato approccio e preparazione.

La comprensione di come la comunicazione plasma la nostra vita resta un fattore di crescita, sia per un professionista sia per chi desidera vivere in modo consapevole.

L’importanza che i media svolgono nella società è un motivo in più per avvicinarsi a corsi formativi mirati a fornire chiavi interpretative e strumenti adeguati, soprattutto in uno scenario complesso come la società di oggi.

In questo ambito si muove il Master in “Intercultural Competence and Management” (Mediazione interculturale, Comunicazione e Gestione dei conflitti) che si tiene all’Università degli Studi di Verona, organizzato dal Centro Studi Interculturali (CSI) e diretto dal professor Agostino Portera.

Il concetto di mediazione tra le fonti e il pubblico, insito nella responsabilità di giornalisti e comunicatori, necessita di essere sviluppato con metodo.
Solo così è possibile far fronte alle sfide che sono poste ad aziende, istituzioni, organizzazioni educative e associazioni.

Come osserva Russ-Mohl S. (Fare giornalismo, Bologna 2011), “i media costruiscono ponti tra i mondi diversi. Si riflette poco su questa funzione del giornalismo, ma certamente i media contribuiscono alla integrazione in una società che diventa sempre più multietnica”.

Per questo motivo è auspicabile ricercare, in una preparazione mirata, quella consapevolezza che il ruolo dell’“integrazione” ha nella comunicazione.

Lo stesso spirito di Internet è nato e si è sviluppato proprio con l’intento della condivisione senza barriere, pregiudizi e stereotipi.

Possiamo dire che Internet è il luogo della comunicazione interculturale per eccellenza. Ed è lì dove occorre avere capacità di ascolto, interazione e di mediazione interculturale.

L’uso di diversi canali (testuale, visivo e audio) rappresenta un elemento importante poiché ogni individuo sceglie il modo di comunicare più vicino alle sue necessità.
Una svolta epocale se consideriamo quanto i media diano la possibilità di amplificare la propria “voce” nella Rete.Ed è anche nella diversità culturale che il Master dell’Università di Verona sottolinea
la sua particolarità: l’Altro diverso – per religione o per cultura – merita tutto il nostro ascolto, la nostra comprensione e il nostro rispetto. In questo, l’interazione deve essere su un piano di parità e la comprensione e l’ascolto debbono essere reciproci.

Comunicare, va ricordato, significa anche arrivare a una mediazione tra culture, le più differenti. Significa connetterle al fine di rispettare i diritti, i valori e la dignità delle persone,
delle regole e della giustizia sociale.

Aumentare le competenze nel solco di questi principi risulta utile sul mercato del lavoro, nel mondo dell’economia, del sociale, della formazione. Ma anche in quello della giustizia, della gestione dei conflitti, dei mass media e del digitale.

È un continuo confronto, quello richiesto, che genera spinte propulsive e accomuna i partecipanti nel raggiungere gli obiettivi del dialogo e dell’efficienza comunicativa.

Saper raccontare come comunicatori, giornalisti e operatori dei media la nuova società multiculturale e fornire le chiavi interpretative di quanto accade nella comunità di riferimento è un valore fondamentale.

Come sottolinea il professor Portera, “l’approccio interculturale, a mio avviso, può essere focalizzato come il ‘coraggio’ di pensare con la propria testa, assieme alla ‘umiltà’ del confronto”.

Amplifichiamo, pertanto, la nostra curiosità verso la comunicazione interculturale e la mediazione interculturale al fine di contribuire al miglioramento del benessere sociale.

Solo in questo modo eviteremo quella sordità (del cuore e della mente) che è alla base della massificazione e dell’omologazione. E sapremo dare risposta alle esigenze delle persone.

”Nessun uomo è un’isola, ma è parte di un continente”
(John Donne)

Dott. Nicola Albi
Studio AEsse Communication

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